I testi storici che espongono le meraviglie artistiche della Villa d'Orri, quando trattano il tema degli affreschi della Villa Regia, parlano genericamente di "opere settecentesche", ignorando il grande lavoro svolto nel secondo dopoguerra da alcuni artisti, artigiani e garzoni locali, guidati da Vincenzo Manca di Villahermosa, e in particolare del pittore, scultore, restauratore e poeta Ignazio Sechi, noto "Zino". Con questo articolo si cercherà di fare chiarezza su tale argomento, restituendo la giusta valenza ad artisti rimasti troppo "dietro le quinte" nonostante meritino anche loro una parte degli onori che la Villa d'Orri riceve per la propria straordinaria bellezza e importanza culturale. Si cercherà di colmare questo "vuoto" dando la parola allo stesso Zino Sechi che, nel non lontano 2003, scrisse all'allora Soprintendente Francesca Pulvirenti Segni, rivendicando la propria storia e il proprio lavoro artistico. ...